CASTIGLIONE


UN CAPANNONE DI TROPPO
Salve, scrivo per segnalarvi la costruzione di un capannone in zona soggetta a vincolo ambientale. Vi ricordate l’articolo “Il vivaio della discordia” scritto da Dario Ferrarini? A mio avviso quello che nell’articolo veniva definito come “un grave deturpamento del paesaggio” si è rivelato ben poca cosa, a lavori conclusi, se confrontato con il capannone (il secondo, vorrei precisare) in costruzione qualche centinaio di metri più in là, verso Desenzano. Tralasciando il fatto che il primo capannone è stato costruito (sempre nella stessa proprietà, sempre dallo stesso proprietario) in zona allora soggetta a vincolo ambientale, con non si sa quale espediente (o meglio si sa, ma questo è un altro problema), sotto l’amministrazione dell’allora sindaco Stuani; tralasciando ancora il fatto che da zona soggetta al vincolo ambientale ci siamo ritrovati in zona edificabile (se non industriale, non so di preciso) in men che non si dica (merito forse della presenza della fabbrica Goldwell?), mi sorge spontanea la domanda: come mai tanta confusione per un vivaio (costruzione rurale, bassa, di attività agricola e a mio avviso non così deturpante come dicono i Verdi), mentre la costruzione del secondo capannone, alto una quindicina di metri, passa inosservata? Perché i Verdi non si sono fatti sentire per una giusta causa come questa? Sareste in grado di rendere visibile a tutti questa anomalia, o perlomeno di non farla passare inosservata? In questi giorni potete notare sul luogo del cantiere, in prossimità dell’esposizione di macchine agricole in via Benaco, gli enormi pilastri che sorreggeranno il capannone.
Vi ringrazio per l’attenzione.
Un castiglionese


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