E’ NATA UNA STELLA

di Fabio Alessandria

1. In Inghilterra, landa di civiltà, la notizia che Fabio Capello, allenatore della loro nazionale, sia sotto inchiesta per evasione fiscale non è piaciuta per niente: ci sono anche paesi in cui tentare di non pagare le tasse è un reato grave, soprattutto per le conseguenze che questo atteggiamento comporta nei confronti di tutti i cittadini onesti. Già incriminato in passato (aveva la residenza a Campione d’Italia, in un monolocale da 35 mtq, lui, l’allenatore più pagato al mondo…) aveva patteggiato col fisco. Ora, scottati dalla vicenda, i politici inglesi hanno varato un pacchetto di provvedimenti atti ad evitare nuovi casi Valentino Rossi: niente da fare, ci facciamo sempre notare per belle cose…ed ora avanti con O’ Sole Mio.

2. Il tennis, oscurato dalle nostre tv in chiaro da metà anni Novanta, pur essendo diventato, almeno da noi, uno sport di nicchia gode di una vitalità impressionante, confrontandolo con quasi tutti gli altri sports individuali (tacciamo del golf che, al contrario di quanto si pensi, è il secondo svago per numero di praticanti al mondo, dopo il football…e molti sono ancora convinti sia una sfilata di moda).
L’ennesima riprova della sua capacità di rinnovarsi si è avuta ai recenti Australian Open, dove sono emersi due nuovi personaggi e si è consacrata a grandi livelli Maria Sharapova, la giocatrice-modella che, tra un urletto e l’altro, ha incamerato il terzo slam della carriera a soli 20 anni, alla faccia di chi la credeva la nuova Kurnikova. Masha è la giocatrice del futuro, alta e longilinea (183 centimetri per soli 59 kg…) con un fisico quasi da nuotatrice che le permette velocità ed incredibile potenza (come la prima Venus Williams, con un rovescio ancora più efficace).

3. Ammettiamo di aver tifato, per una volta: cosa che, calcio escluso, non ci piace. L’avversaria della finale di Maria la splendida era un’altra specie di modella salita alla ribalta del tennis mondiale: la serba Ana Ivanovic, ovvero l’eterno dilemma della bionda contro la bruna. Talento smisurato (come il suo fisico, 188 centimetri per 67 kg, vedi foto), Ana ha dalla sua, in più della Sharapova, un atteggiamento timido, un sorriso da pubblicità che non risparmia nemmeno coi raccattapalle o i giornalisti, lontano anni luce dal divismo della russa. Inoltre Ana ha dalla sua parte, per lo scriba, anche una storia da romanzo.
Cresciuta in Serbia sotto la dittatura, le bombe e la guerra, si allenava in una piscina vuota, l’unico spazio che rassomigliasse, per ampiezza, a un campo da tennis: in effetti i suoi colpi in lungolinea sono di certo migliori dei colpi incrociati: quando si dice il destino…

4. Grande generazione, questa, dei tennisti serbi.
Il vincitore maschile dell’Open d’Australia viene sempre da lì: Novak Djokovic è, al momento, l’unico atleta in grado di spezzare il duopolio maschile Federer-Nadal, di cui appare come un perfetto miscuglio. Ha resistenza e forza fisica, quasi come lo spagnolo e colpi di classe, anche se inferiori, proprio come lo svizzero. Unica pecca l’atteggiamento in campo, come nel caso di Sharapova. Troppi strepiti, urla e un filo di antisportività. Ma il futuro gli sorride, per ora ha conquistato il suo primo torneo del Grande Slam…

5. La vera rivela rivelazione del torneo è stato il franco-congolese Jo Wilfred Tsonga: numero trentotto del ranking ha giocato il torneo della vita, mollando fendenti incredibili dal fondo e mostrando un servizio clamoroso, unito a una grinta da lottatore che mi ha ricordato il primo Thomas Muster. La somiglianza fisica incredibile con Cassius Clay-Alì ha fatto il resto… è nata una stella: nel mondo, contrariamente a quanto accade nel nostro Paese, un ragazzo di 22 anni è maturo a sufficienza per cominciare la sua scalata al successo.


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