INTERPELLANZA DI
RIFONDAZIONE COMUNISTA
OSPEDALE SAN PELLEGRINO: “COSI’ NON VA”

di a cura della redazione attualità

In un’interpellanza molto circostanziata rivolta al Sindaco e ai Consiglieri Comunali il Partito della Rifondazione Comunista di Castiglione denuncia il grave stato di criticità in cui versa l’ospedale locale San Pellegrino e la mancata attuazione di quelle garanzie di salvaguardia che erano state promesse a suo tempo dai difensori di questa scelta, che viene definita “molto precaria e pericolosa”. Secondo Rifondazione Comunista c’è una situazione di forte degrado e disagio per l’utente. Questa situazione sarebbe stata segnalata da tanti operatori e cittadini che, ormai rassegnati, sono stati costretti a dover scegliere strutture sanitarie in zone limitrofe. Vengono segnalate inoltre situazioni di dimissioni troppo precoci dei pazienti (probabilmente dettate dalla necessità di far quadrare i bilanci), interventi su pazienti anziani dilatati nel tempo perché bisognosi di lunghe degenze post-operatorie e quindi economicamente impegnative, cronica carenza dei materiali di lavoro e continua ricerca degli stessi da un reparto all’altro, nonché turni di lavoro stressanti e forme contrattuali al limite della legalità, in particolare nei confronti dei nuovi assunti, assunti comunque sempre come precari in mansioni tanto delicate. Secondo il documento di Rifondazione Comunista “continuano incessantemente le dimissioni o allontanamenti (a volte indotti) di medici e paramedici da parte del gestore, sostituiti regolarmente con lavoratori precari e come tali quindi più facilmente ricattabili e licenziabili”. I lavoratori, inoltre, sarebbero sottoposti a forme di controllo improprie che creano un clima di timore e paura. Si sostiene poi che “i reparti di cardiologia, radiologia e medicina generale sono attualmente privi dei relativi primari” e che “al reparto di cardiologia, da diverso tempo, dalle 20 alle 8 e nei giorni festivi, non è presente il medico, che risulta essere reperibile a domicilio, in caso di bisogno”. Per oltre due mesi, inoltre, alla fine del 2006, sarebbero stati eseguiti esami di laboratorio ed interventi di sala operatoria solo per casi urgenti, allungando così i tempi d’attesa, che a parole tutti vogliono abbassare. Tale scelta si sarebbe resa necessaria in quanto il gestore aveva già riscosso il contributo massimo previsto dalla Regione per l’anno in corso. “Quanto segnalato – conclude il documento – avviene nel totale disinteresse di tutti gli organismi preposti, ivi compreso quel fantomatico rappresentante delle opposizioni nella Fondazione Ospedaliera, mai una volta sentitosi in dovere di far conoscere alle opposizioni scelte che dovrebbero essere allo stesso ben note, molto impegnato invece per problemi dei vari quartieri castiglionesi in vista dell’avvicinarsi delle elezioni amministrative. Esistono tante altre situazioni che andrebbero magari segnalate anche ai consiglieri che hanno a suo tempo optato per questa scellerata scelta, e che magari già conoscono ma tacciono, rendendosi in questo modo responsabili”. Rifondazione Comunista chiede quindi al Sindaco di intervenire quanto prima per rimediare a tali disagi e di rendere conto a tutti i cittadini della situazione attuale creatasi nell’ospedale civile San Pellegrino, magari con un consiglio comunale aperto.


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