NUOVO PGT - DUBBI E OSSERVAZIONI

di Luca Morselli

Presentato in gran spolvero, nel Consiglio Comunale di inizio Febbraio, il nuovo Piano del Governo del Territorio: suddiviso in tre parti, Piano Urbanistico, Piano del Traffico e Piano dei Servizi, affidati, i primi due, al lavoro del già noto, per il recente progetto di riqualificazione del centro storico, Alberto Ferlenga, e il terzo, come la norma prevede, alle decisioni e valutazioni dell’Amministrazione. Alla luce di ciò, emergono però tanti aspetti da chiarire e per cui nutrire più che legittimi dubbi. Riassuntino di cronaca. L’assetto urbanistico, in questi cinque anni, si è espresso unicamente in mille varianti approvate negli ultimi anni di politica del mattone (la famosa variante N.38, l’area Staffolo-Venturelli, l’ampliamento dell’Ecoenergy, le “concessioni” alla Montedil, Edilbox, Gamma Arredamenti, Messaggerie, etc.), sull’onda di una giunta vuota di visione d’insieme e di idea di Città. Singoli interventi votati o al contentino personale di industriali e immobiliaristi vicini alla giunta, o all’effetto “sgargiante” di visibilità dell’amministrazione in chiave (pre)elettorale: i 7 milioni di euro spesi per piscina coperta, il faraonico viale Boschetti, e la riqualificazione del centro storico, dell’ex Pastificio Cavalieri e dell’ex Opg sono lì a ricordarcelo. Piccoli o grandi ritocchi circondati da una spropositata proliferazione di nuovi immobili e dal soffocamento industriale di zone castiglionesi che hanno già condizionato negativamente la possibilità di un progetto unitario e d’insieme, da realizzare nel piano urbanistico. Infatti, il prossimo PGT non prevede nuove superfici produttive, ma il riutilizzo di quelle già esistenti. Da modificare, ovviamente, con una bella variante ad hoc quando e se ne nascerà la necessità.

Di nuove aree residenziali non se ne sente proprio il bisogno. Giunto quasi al termine il lungo e tormentato squarciamento delle colline e proprio conclusa invece la saturazione delle altre zone, il nuovo Piano Urbanistico non può più legittimare nuove aree edificabili. Pare che al già citato Consiglio di inizio febbraio questa fosse in effetti una linea-guida: “Ora si sta costruendo senza regole, bisognerà prestare maggiore attenzione alla qualità degli interventi” ha spiegato Ferlenga, tenendo conto degli alloggi vuoti e sfitti che ammontano circa a 300. In realtà 300 è una cifra uscita da un censimento realizzato nel 2001. Ad oggi manca una cifra precisa ed ufficiale, ma è quasi impossibile non prevedere una grossa crescita: cinque anni di briglia sciolta alle agenzie immobiliari hanno fatto calare cemento un po’ dappertutto e a gran velocità. Le nuove case spuntate in ogni angolo libero di terreno sono il segno più evidente e tangibile di una totale mancanza di visione d’insieme e di progetto politico. La Legge Regionale che sottintende i PGT, vi assegna una durata di cinque anni proprio perché possa così diventare lo strumento di realizzazione del progetto politico di un Sindaco e della sua giunta, eletti dalla cittadinanza in base alla qualità o meno del progetto. E qui un’altra stranezza castiglionese: i tempi tecnici di approvazione del PGT non ci sono. La bozza definitiva verrà presentata alla fine di Marzo, e da allora avrà una decorrenza, per le eventuali segnalazioni o aggiustamenti, pari a 60 gg, al termine dei quali il Piano diventerà operativo. Le elezioni per il rinnovo della giunta sono però fra il 15 e il 25 maggio; contando i 35 giorni prima in cui deve essere sciolto il Consiglio, arriviamo intorno al 10 di aprile, circa solo due settimane dopo la presentazione della bozza. La Giunta ha dettato le linee guida di un Piano del Territorio che non potrà approvare e che de facto non le appartiene. Difficile qui carpirne la ragione: forse nel delirio di sé in una totale convinzione di essere integralmente rieletti, o forse per porre a chi approverà il Piano, le “proprie” linee guida, dei paletti che richiamano il buon operato della Giunta per rassicurare i fedeli elettori e soprattutto “sostenitori”.

Il Piano del Traffico si presenta né più né meno dolente: la presenza e circolazione di automobili è aumentata progressivamente negli ultimi anni, un po’ per l’aumento della popolazione, un po’ per l’aumento dell’acquisto generale di auto, fino ad arrivare ad un’intensa dose di traffico, con l’invasione di Tir quotidiana dell’intero quartiere Pratoverde e quella in auto del centro storico e con code chilometriche sulla spina dorsale del paese, via Cavour-via Mazzini, alle 8, alle 12 e alle 18 di ogni singolo giorno. Un piano che risolva l’ingerenza di traffico e auto, modificando radicalmente l’attuale struttura è più che mai una necessità immediata. Nessuna indicazione precisa è ancora arrivata al riguardo da parte del Consiglio. Di certo, però, ci sono i progetti dell’ex Pastificio Cavalieri e dell’ex Opg, con tanto di comodi e grossi parcheggi, che porteranno qualcosa come 300 nuovi posti auto, a ridosso delle due piazze, di via Sinigaglia e via Garibaldi e del retro del palazzo comunale. Nel cuore, quindi, del centro storico, dove altri due lotti di riqualificazione prevedono la ripavimentazione e successiva chiusura al traffico. Si aumentano le auto e i parcheggi e si limitano gli spazi di circolazione. La via più breve e sicura per il blocco totale e perpetuo. Ci risulta davvero difficile pensare ad un possibile Piano del Traffico con un tale assetto. E appare ancora più incomprensibile la scelta della Giunta di avvallare progetti che si trascinano una dose massiccia di auto pochi mesi prima della realizzazione di un nuovo Piano del Traffico, che avrebbe potuto escludere o modificare tali progetti. Attendiamo dunque da una giunta senza progetti un Piano che non è il suo, e, in caso sia un po’ troppo “rigido” da sistemare con le relative varianti. SIC.


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