CASTIGLIONE CENTRO STORICO
MANCA LA CORNICE

di Claudio Morselli

Da quando ho cominciato ad occuparmi di politica, ahimè più di quarant’anni fa, una delle prime rivendicazioni di cui ho sentito parlare, da parte dei politici locali e degli amministratori comunali di ogni colorazione politica, è stata la “riqualificazione del centro storico”. Me la sono vista ripresentare, immancabilmente, ad ogni campagna elettorale e ogni qualvolta le circostanze della polemica politica o della vita amministrativa offrissero qualche motivo o pretesto per un suo solenne richiamo. Cambiava leggermente la definizione (riqualificazione, riordino, rilancio, sviluppo, ammodernamento, ecc., ecc.), ma tutto restava sulla carta e, quando ci fossero, al livello delle buone intenzioni. Nei fatti non si è combinato un bel nulla e il degrado del centro si è via via aggravato fino ad arrivare allo stato comatoso odierno. Ben venga dunque la decisione della giunta di intervenire concretamente su quello che può essere definito il “centro del centro”, affidando l’incarico per il relativo progetto al professor Alberto Ferlenga, professionista di indubbie capacità e riconosciuto valore, che infatti ci ha presentato una proposta apprezzabile e convincente. Come spesso succede, però, a un bel quadro fa difetto l’assenza di una valida cornice che, in questo caso, non è un elemento secondario ma sostanziale. L’efficacia dell’intervento proposto dal prof. Ferlenga è infatti messo in discussione dall’assenza completa di una cornice strategica, di carattere più generale, che affronti in termini urbanistici, sociali, commerciali e della viabilità il futuro del centro storico e delle periferie, anche alla luce dei due grossi interventi previsti all’ex Pastificio Cavalieri e all’ex Opg. Pensiamo al traffico. Sbaglia chi insiste nel difendere il parcheggio in piazza Dallò (abbiamo visto che non è servito a impedire la chiusura dei negozi del centro, anche di quelli che si affacciavano proprio su piazza Dallò) ed è giusto individuare valide soluzioni alternative per compensare questi trenta posti macchina, ma il problema è un altro. Il problema è come organizzare la viabilità in centro e come gestire, e possibilmente ridurre, i flussi di traffico alternativi al suo attraversamento, evitando di esportare il caos della viabilità in altre vie, come ad esempio in via Porta Lago, come succede oggi sull’ex statale con la chiusura di viale Boschetti (25 minuti, nelle ore di punta, per percorrere un chilometro). Sarebbe utile inoltre la sperimentazione di un servizio pubblico (magari con piccoli autobus elettrici), per aiutare i cittadini a rinunciare all’uso dell’auto privata, e una valutazione degli incentivi che si potrebbero attivare per sostenere le attività commerciali del centro, senza dimenticare una certa attenzione all’interscambio con le periferie dimenticate. Per fare ciò occorre garantire, evidentemente, adeguate risorse finanziarie, ma il bilancio comunale è stato dilapidato da spese molto discutibili, nella loro entità, come ad esempio per l’intervento di viale Boschetti, per la piscina coperta e per alcune rotonde, in particolare per quella, inutile, di via Tasso. E non è un problema da poco.


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