UNA PIAZZA MISTERIOSA (3)

di Giorgio Alemanni

I MISTERI DI CASTIGLIONE

Le colonne, quelle proprio davanti a casa ‘nostra’ (intendo per i soci del “ArciDallò”), per chi non lo sapesse, quelle che fanno parte del colonnato e sono situate sul lato destro della piazza, guardando l’orologio, hanno subito vari mutamenti misteriosi dalla costruzione dello stabile che sorreggono. Erano in origine rotonde e senz’altro di un legno molto robusto. Qualcuno poi pensò ‘bene’ di renderle quadrate, rafforzandole con dei mattoni, forse per assicurare maggior stabilità al palazzo. Un secondo mutamento ci fu nella seconda parte del così detto “ventennio” e questa volta senz’altro le opere furono fatte per mettere in sicurezza il palazzo. Il palazzo era stato comperato da fascisti castiglionesi con un prestito bancario.
Come si sa, le banche da sempre stanno con chi ha molti denari e ancor più con chi ha il potere, anche se questi, soldi non ne hanno. Venuto in possesso dei fascisti, il suo interno fu in parte restaurato, per ricavare locali adatti alle esigenze della futura “Casa dei Fasci di Combattimento” di Castiglione delle Stiviere. Fu aperta una sottoscrizione “volontaria” tra gli iscritti ed i “simpatizzanti” e il risultato fu riportato su un giornaletto pubblicato in occasione dell’inaugurazione della ‘casa’. Non si sa se la cifra raccolta fosse risultata sufficiente ad onorare il debito, tenendo conto che oltre all’acquisto i fascisti combattenti avranno avuto altre spese per le opere murarie. Non si sa quale brillante architetto con orbace pensò, per abbellire l’insignificante palazzo, di far costruire nella parte frontale delle colonne, dei lugubri fasci littori alti quanto le stesse e naturalmente con la lama dell’ascia rivolta alla piazza, proprio in posizione di combattimento. L’operazione fece risultare ‘“maestoso’” il palazzo e raggiunse lo scopo: incutere paura a chi non “abitava” quella casa. I “poveri” fasci ebbero però vita breve. Rimasero in piedi meno di dieci anni, tanto durarono i “combattimenti” dei fascisti castiglionesi che alla fine si sfasciarono proprio come quegli enormi fasci littori. Molti castiglionesi non li ricordano, alcuni fan finta di non ricordarli e solo pochi dicono di averli visti, ma solo di sfuggita. Personalmente non ho mai visto nessuna fotografia che immortalava il palazzo così “ben abbellito”. Posseggo però una copia di quel giornaletto (e non so quanti altri in Castiglione ne possegano una). Nel giornaletto appare a tutta pagina il palazzo con i fasci ma è solo un disegno, in perfetto stile fascista. Questo ha nel suo interno oltre ad articoli “istigatori”, colmi di proclami e di autoesaltazioni, anche l’elenco dei “donatori” con le cifre di ciascuna sottoscrizione. Sfogliandolo, saltano all’occhio quei nomi, specialmente quelli di quei castiglionesi più magnanimi nel donare. Si leggono così cognomi di famiglie che una volta erano di sinistra, poi di destra, poi ancora di sinistra, infine adesso di destra. E domani?


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