AZZARDI EDILIZI

di Diego Albano

“Immaginare una politica di sviluppo del paese basata solo sull’espansione edilizia è limitativa delle risorse e delle capacità della nostra città, che deve recuperare un tessuto di piccole e medie imprese artigianali e industriali capaci di sostenere la nostra economia.
Non si fa politica urbanistica con le varianti regalando terreno senza un vero piano”.
Non l’abbiamo scritto noi, gli inguaribili comunisti della Civetta, ma una corrente castiglionese di Forza Italia chiamata Officina. Su un altro fronte, i comuni cittadini si muovono invece sia a Fontane che a Grole, dove le osservazioni in merito alla variante numero 38 sono state sottoscritte da 154 residenti.
Il sindaco ha prima inviato una missiva nella quale dichiarava di “condividerne appieno i contenuti”, citando, a sostegno dell’impegno suo e della maggioranza, elementi come l’adozione del plis e la bonifica della cava del pirata, e in seguito ha partecipato all’incontro pubblico organizzato dal comitato per la salvaguardia del territorio nel quale ha ribadito le sue rassicurazioni. Pochi giorni prima dell’incontro, in una zona ad alto valore paesistico ed archeologico, il Gip del tribunale di Mantova metteva i sigilli ad una costruzione privata alla quale é stata concessa, forse con troppa fretta, l’autorizzazione edilizia. I privati richiedenti avevano incaricato, a capo dei lavori, l’ingegner Giancarlo Belluzzi, consigliere comunale di Forza Italia e presidente della commissione urbanistica, anche lui iscritto nel registro degli indagati. Sono gli inconvenienti di chi, tra i banchi di Forza Italia, ha un piede nell’edilizia e uno nella politica. Basti pensare a Franco Nodari, più volte citato da questo giornale, collega di Belluzzi e titolare di una società immobiliare che ha tratto vantaggio proprio dalla variante numero trentotto.
Hanno ragione i firmatati del documento di Officina. Non esiste un piano con il quale l’attuale giunta “regala terreno”. Anzi, il piano forse c’è, ma deve essere ancora approvato. Nel frattempo si fa man bassa di varianti, tanto che al momento di approvare il nuovo piano regolatore la nostra città avrà già cambiato volto. L’ultimo azzardo edilizio è ancora in fase di progetto: si tratta di una nuova piscina coperta dal costo complessivo di circa 7.000.000 di Euro. Un nodo sul quale si sta aprendo un nuovo fronte di polemica interna alla maggioranza sull’opportunità di un tale investimento in piena recessione economica.
L’unica palazzina che attende di essere costruita, invece, ancora non si vede.
Il liceo F. Gonzaga da anni infatti deve fare i conti con una cronica mancanza di spazio. Una mancanza che costa al comune i quarantamila Euro annui di affitto pagati ai proprietari dell’istituto Vasari, dove alcune classi sono state temporaneamente trasferite.
Anche questa situazione fa parte di quella “cronica mancanza di servizi” che i cittadini di Grole lamentavano nelle osservazioni alla variante numero 38. Una situazione che non vedrà margini di miglioramento finché l’agenda dell’attuale giunta sarà dettata dalla corrente immobiliarista di Forza Italia.


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