I LIBRI DELLA CIVETTA

di Paolo Capelletti / eidoch@libero.it


IL MIO ANNO PREFERITO
STORIE DI CALCIO

A cura di Nick Hornby
Guanda
euro 14,50

Trascorsi ormai un paio di mesi dalla magica notte di Berlino che ha catalizzato le emozioni di un’intera nazione e che vi ha autorizzato a scendere in piazza e a tuffarvi nelle fontane delle vostre città siete ancora in piena fase nostalgica? Oppure la quadriennale abbuffata di pallone conclusasi il 9 luglio col più dolce dei dessert non vi è bastata e dopo due settimane in spiaggia siete già in crisi d’astinenza e non vedete l’ora che riprenda il campionato? Magari l’esito dello scandalo di “Calciopoli” vi fa sentire derubati delle domeniche pomeriggio prossime venture perché la vostra squadra giocherà solo in provincia o, al contrario, vi fa provare repulsione per questo calcio che ha dimenticato le sue origini e spento le passioni? Ebbene, Nick Hornby arriva puntualmente in soccorso del popolo pallonaro più stravolto nell’animo dagli avvenimenti del 2006, raccogliendo in quest’antologia dedicata al calcio britannico i migliori racconti degli scrittori d’oltremanica malati di tifo (sportivo, ovviamente!). Il mio anno preferito rievoca il clima e le emozioni di Febbre a 90° attraverso i ricordi di tredici tifosi, il racconto delle loro aspirazioni, dei sacrifici al seguito dei propri beniamini assurti alla stregua di eroi, dei riti propiziatori e della gioia sfrenata condivisa con migliaia di fratelli sconosciuti. Dal provvisorio ma fervido patriottismo di Roddy Doyle, acceso dalle imprese della nazionale irlandese, prima qualificatasi a sorpresa per il Mondiale del ’90 e poi issatasi brillantemente fino ai quarti di finale, cadendo con onore per un gol di Schillaci, alla discesa agli inferi, vista da Ed Horton, dell’Oxford United, dovuta alla sconsiderata gestione economica del proprietario della squadra, la quale intraprende la via del ritorno solo dopo il decesso del padrone. Harry Pearson che preferisce una carriera tranquilla da metà classifica per il suo Middlesbrough piuttosto che la sofferenza della lotta per la promozione, e Harry Ritchie che, invece, dopo una vita di delusioni patite per gli scozzesi del Raith Rovers, vive nel 1993 il sogno della promozione in Premier League. Come forse avranno notato i lettori non del tutto digiuni di calcio estero, nessuna delle esperienze raccolte fa riferimento ai gloriosi club che si spartiscono ogni anno i grandi trofei britannici o che aspirano a sollevare la Coppa dei Campioni; tutti i racconti vengono dalla periferia e dagli stadi di provincia, quelli che, magari, non espongono bacheche traboccanti di trofei ma che, in compenso, vantano tifoserie vibranti di sentimento, fans cresciuti sugli spalti dietro le porte e abituati a spendere gli ultimi spiccioli per una trasferta nell’estremo nord, storie avare di successi ma mai di avventure, incontri, fascino. Persino Hornby, per l’occasione, dimentica il suo adorato Arsenal per parlarci del Cambridge United, del tempio di Abbey e delle trentuno partite consecutive senza una sola vittoria in Second Division (la nostra Serie C)! Ripensandoci, le premesse scritte sopra non servono per avvicinarsi a queste pagine ma piuttosto un’altra: siete amanti della buona letteratura? Calcio d’inizio.


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