IL TEMA ╚…

di Paolo Capelletti

Anche quest’anno, per la settima edizione, si sono svolte, nei teatri Bibiena di Mantova, Comunale di Gonzaga, Comunale di Marmirolo, Verdi di Buscoldo, Comunale di Quingentole, Sociale di Castiglione e Ariston di Mantova le Gare di improvvisazione a Squadre, organizzate e presentate dalla compagnia del Teatro Magro; e anche quest’anno, come nel 2005, la squadra risultata vincitrice dalla finale dell’Ariston del 6 aprile è stata il sestetto degli Ottovolanti che, sia per La Civetta che per Castiglione, è decisamente la rappresentativa “di casa”. Per chi non lo sapesse gli Ottovolanti sono Alessandro De Silvestri, Eva e Ilaria Feole, Fabrizio Migliorati, Alberto Tagliapietra e Alessandra Ugolini e le loro qualità sono davvero da elogiare perché, sempre per chi non lo sapesse, in una gara di improvvisazione teatrale ci si trova su di un palco, di fronte ad un’altra squadra, con lo scopo di recitare per due o tre minuti, secondo istruzioni del giudice di gara, inscenando un tema proposto sul momento (che improvvisazione sarebbe, altrimenti?) ed evitando accuratamente vuoti di scena ed espressioni dialettali o volgari. Beh, direte voi, che ci vuole? Beh, dico io, prendetevi due minuti di tempo per accordarvi e poi recitate che so, “Sorpresa” o, com’è capitato ai nostri, dopo aver ascoltato una cupa e inquietante musica in diffusione che vi faccia da tema: capirete che non è per niente facile affrontare il panico durante i secondi di preparazione ed essere così divertenti sul palco come, invece, hanno brillantemente dimostrato di saper fare i sei campioni che, quest’anno, hanno davvero sbaragliato la concorrenza e vinto ogni gara dando imbarazzanti prove di superiorità. La giuria deputata ad assegnare la vittoria, scenetta dopo scenetta, non ha quasi mai avuto dubbi su chi avesse recitato più opportunamente e strappando più sorrisi, seguendo gli eventi sembrava sempre più chiaro che il talento degli Ottovolanti fosse il più cristallino. Le serate nei vari teatri erano piacevolmente permeate di spirito ludico, gli attori del Teatro Magro sono sempre divertenti e autoironici e, in questa edizione, la finzione teatrale li vedeva alle prese con la quotidianità domestica, ogni serata in una stanza diversa della casa; azzeccate l’idea, già proposta, di affidare alla platea un voto sulle scenette che assegni una parte del punteggio alle squadre in gara e la novità del gioco del pubblico, tra pesca di anatra all’amo e giochi di parole stile Scarabeo. Modestamente mi permetto di spezzare una lancia anche a favore dei sostenitori della squadra confermatasi campione; una vera tifoseria, della quale ho la fortuna di far parte, che ha organizzato spedizioni in tutta la provincia mantovana per incoraggiare i propri beniamini e godersi le loro gesta, purtroppo già terminate, in attesa del prossimo anno.


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