USO E ABUSO DA PARTE DELLE BANCHE
LE MINE VAGANTI DEI PRIVATI


Alcune trasmissioni televisive hanno recentemente messo in luce un grosso meccanismo adoperato dalle banche per rimpolpare i loro bilanci: ovvero vendere prodotti finanziari a imprese, privati ed enti pubblici che hanno un nome particolare: derivati. Ma che cosa è un derivato? In origine è un contratto assicurativo che mi permette, per esempio, di fissare il prezzo di un bene. In pratica sottoscrivendo un derivato fisso il prezzo di un bene adesso, mentre il bene mi verrà consegnato nel futuro: quindi mi immunizzo contro le fluttuazioni del prezzo. Questo strumento contiene però in sé un fattore potenzialmente destabilizzante: la sottoscrizione del contratto avviene depositando solamente il 5% del valore del contratto che si perfezionerà, se si vorrà, alla scadenza dello stesso. Si capisce che la possibilità di effettuare speculazioni diviene altissima: perché? Perché con il 5% del valore di un bene io posso scommettere sulle fluttuazioni del prezzo, che però è calcolata sul valore complessivo del bene ovvero 100. In parole più semplici versando 5 vincolo un contratto che vale 100. Se il prezzo del bene sale a 101 (il guadagno figurativo è del 1%), anche il mio contratto sale a 101 e rivendendolo posso incassare 1. Ma se considerate attentamente io non ho mai versato 100, bensì 5 quindi il mio guadagno è 1 su 5 ovvero il 20% (da un punto di vista matematico la cosa è un poco più complessa)! I derivati si comprano e rivendono a ritmi infernali quotidianamente sui mercati. Inoltre sono stati sviluppati derivati non solo per eliminare il rischio dei prezzi ma anche i tassi di interesse, la probabilità di fallimento di aziende, il rischio valutario di ogni genere e specie. I derivati hanno però una peculiarità per gli amanti del guadagno: sono strumenti di investimento estremamente sofisticati. Basti pensare che gli operatori specializzati di borsa utilizzano dei software, per calcolarne l’evoluzione del prezzo nel tempo, che normalmente vengono utilizzati per fare ricerca nel campo della fisica nucleare! Ci si domanda perché questo genere di strumenti sia stato ampiamente venduto a piccole imprese, incorporati in polizze assicurative, ancorati a mutui erogati agli enti locali, etc., ben sapendo che la gente di strada difficilmente ha un dottorato di ricerca in matematica che le permette di poter comprendere, gestire e, se il caso, evitare queste mine vaganti.


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